Il 2004 si è concluso con uno dei più grandi disastri naturali della storia dell'uomo: lo tsunami che alla fine di dicembre ha colpito l'edizione della sua testa asiatico. Le drammatiche immagini diffuse dalle televisioni di tutto mondo hanno profondamente toccato Ricky che ha immediatamente deciso di dare il suo contributo in una delle zone devastate, più precisamente nell'area di Phuket in Thailandia. In gennaio si è recato personalmente in quei luoghi per portare conforto alla popolazione e per parlare con le autorità di un possibile piano d'aiuto, preoccupato soprattutto per le sorti dell'infanzia a rischio di sfruttamento. In collaborazione con l'organizzazione Habitat for Humanity, la Ricky Martin Foundation ha finanziato la costruzione di numerose abitazioni per le vittime e nel 2005 sono state consegnate le prime 224 case. Ma l'impegno umanitario di Ricky non si è esaurito con il progetto in Thailandia. Nel mese di giugno il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha riconosciuto il suo lavoro a favore dell'infanzia con un prestigioso riconoscimento, mentre la CNN lo ha invitato alla conferenza "A call to action" dove ha esposto i progetti della sua fondazione. In settembre, dopo il drammatico passaggio dell'uragano Katrina nel sud dagli Stati Uniti, ha istituito un fondo a favore della popolazione colpita. Il 2005 è stato un anno molto importante anche dal punto di vista musicale. Nel mese di giugno inizia la diffusione radiofonica del primo singolo, “I don’t care”, che precede di qualche mese l’uscita dell’album “Life”. Dopo cinque anni Ricky ritorna a cantare in lingua inglese. “Questa volta non ho fatto musica per far piacere a nessuno, perché questo avrebbe significato sabotare le mie emozioni, sabotare le mia emozioni è come essere morto ed io voglio vivere. Da lì viene il nome del disco, Life. Ho capito che dovevo compiacere me stesso ed una vota fatto questo sarei stato in grado di convincere la gente di cosa sto presentando in questo disco.” Life è un album per molti aspetti diverso dai precedenti, nel quale Ricky si propone come compositore in numerose canzoni ed esplora stili musicali a lui nuovi, come l’hip hop ed il reggaeton, con la collaborazione di grandi interpreti di quei generi. “Senza dubbio è un disco multiculturale, gli addetti ai lavori ed i fan hanno detto che più lo ascoltano e più scoprono cose nuove. Se dovessi catalogare la mia musica, credo che la definirei ‘world music’. Non sono mai stato purista e non lo sarò mai. E se anche avessi voluto riprodurre sonorità del passato non c sarei riuscito, perché adesso sono un’altra persona.” Il 10 ottobre Life esce sul mercato, accompagnato da un tour di promozione negli Stati Uniti ed in Europa. In novembre Ricky ritorna dopo 5 anni sul palcoscenico ed inizia un tour di concerti in America Latina. Il tour “Una noche con Ricky Martin” riscuote un grandissimo successo di pubblico e di critica, in attesa di approdare, l’anno successivo, negli Stati Uniti ed in Europa.